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perle ai porci

parliamo di un libro...ah, i porci siamo noi studenti


un articolo con più di 140 caratteri a proposito siamo su twitter http://twitter.com/tesine , e che parla di un libro di ben 214 pagine ..tranquilli però..scritte a caratteri cubitali.

Settembre il giorno della prima campanella. Il professor Perboni prende servizio come docente di Lingua e letteratura inglese all'Istituto tecnico De Bernardi nel corso C. Il più ostico, a detta della vicepreside. Un corso come tutti gli altri, è convinto Perboni, lui che con svariati anni di insegnamento alle spalle, prima da precario, poi di ruolo - conosce bene gli studenti italiani di oggi. Una generazione scoraggiante, irrecuperabile, bovinamente supina. Ragazzi che, in cima alla scala delle proprie aspirazioni, pongono quella di partecipare ad Amici e, al secondo posto, "almeno conoscere qualcuno che abbia partecipato ad Amici". Adolescenti viziati da genitori disposti a procurare certificati medici fasulli che consentano di uscire dall'aula per andare in bagno ogni dieci minuti, e pronti a denunciare l'insegnante al primo brutto voto (non importa se meritato). Allievi ormai resi incontrollabili da docenti sempre più demotivati, confusi - troppo entusiasti o troppo negligenti e fiaccati da uno stipendio ridicolo e da obblighi burocratici assurdi e contraddittori. Ma Perboni non teme più nulla perché ha messo a punto il suo personale metodo da carogna... Questo romanzo è il diario di un anno di scuola. E, raccontando interrogazioni da purga staliniana, inquietanti consigli docenti e surreali colloqui con i genitori, insinua nel lettore il sacrosanto sospetto che il quadro della scuola dipinto da Perboni rispecchi perfettamente la disperante realtà delle aule italiane

• Perle ai porci
• Diario di un anno in cattedra. Da carogna
• Di Gianmarco Perboni



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Gran Tesinaro

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NON E' COLPA DEI GIOVANI
sono vissuta in un mondo diverso e non invidio i giovani che vivono in questo mondo così, dicamo "di fretta" dove identificarsi è un impresa quasi impossibile.
non ci sono più i genitori presenti e, quando ci sono si sentono colpevoli e concedono tutto.
Ma ci sono le famiglie adesso? Questo è il punto, divorzi, separazioni, famiglie allargate, dove ci si dimentica di essere e rimanere genitori.
I ragazzi vanno a scuola tutto il giorno e quando arrivano a casa hanno un'ora di palestra, un'ora di musica, un'ora..., quando ci sono le vacanze ci vanno con la tata o con la nonna!!
Anche la didattica è da riprendere, c'è un vuoto incolmabile nell'insegnamento, ma cosa studiano sti ragazzi! Ho letto un libro di storia delle medie e non ho capito niente!!
C'erano molti pedagogisti una volta ma alla pedagogia non si da più nessun modo di essere applicata.
I tempi sono cambiati? Dunque si devono cambiare anche i contesti sociali, familiari ecc. in cui si vive.
Fiorella

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