05
Giu
2021

La tragica attualità di ''Zattera di sale'' di Marcello Romeo

La tragica attualità di ''Zattera di sale'' di Marcello Romeo
Sara Spaziani

Un brano che racconta la storia di chi attraversa il mare in cerca di una vita migliore.

Il singolo di Marcello Romeo, in radio dal 2 aprile, “Zattera di sale”, è tratto dall’album “Dolce Amaro”, una raccolta di 12 brani, alcuni inediti altri già pubblicati e rivisitati.

Il brano narra una storia toccante e tristemente attuale, quella di tanti che, nella disperazione, affidano la propria vita ed il proprio futuro al mare, cercando una via di uscita dalla propria difficile condizione, andando invece incontro ad un tragico destino.

Registrato in PMS e arrangiato da Raffaele Montanari, il significato profondo di “Zattera di sale” è ulteriormente evidenziato dal toccante video (https://youtu.be/62WhlFmnRnA), carico di emozioni, ideato e realizzato da Milo Barbieri.

Di seguito una intervista a Marcello Romeo per conoscere meglio la genesi si questo singolo…

Come nasce “Zattera di sale”?
L’ispirazione è venuta mentre guardavo un dipinto a olio di Théodore Géricault, “La zattera della Medusa”, del 1818 e che si trova al Louvre. Questo quadro racconta un fatto di cronaca contemporaneo all'artista: la tragica storia avvenuta successivamente al naufragio di una fregata francese, davanti alle coste africane della Mauritania, dove 150 persone salirono su una zattera di fortuna di 20 m. Solo 15 di loro si salvarono e quello che successe su quella zattera in quei maledetti giorni è inenarrabile: si instaurò un clima di violenza e sopraffazione, che portò a conseguenze terribili, dal cannibalismo per fame alla morte in mare per disperazione. Guardandolo ho trovato fin troppe analogie con quello che sta succedendo ancora, 200 anni dopo; mi ha messo sotto gli occhi la tragedia dei giovani migranti che attraversano il Mediterraneo per arrivare sulle nostre coste, alla ricerca di una via di uscita dalla propria difficile condizione e spesso andando incontro ad un destino peggiore. Penso sia d'obbligo non trascurare questa realtà, soprattutto perché si pensa spesso a quanti raggiungono le coste, ma io penso anche alla strage silenziosa delle migliaia e migliaia di vite perse nel mare.

Parlaci un po' del video...
Grazie a Milo Barbieri, al nostro confronto sul tema e sul testo della canzone, è nato questo video: con le figurine di carta che rappresentano i protagonisti si riesce a carpire l’attenzione, portandola a soffermarsi e riflettere sulla precarietà e fragilità di queste vite. Il video poi si muove su tre livelli, perfettamente combinati fra di loro: realtà, metafora e similitudine. La realtà è, ovviamente, la drammatica attualità, la storia di tanti giovani che affrontano un viaggio pieno di incognite alla ricerca di un’esistenza migliore. A questa realtà si fonde la metafora delle figure di carta, fragili e precarie per antonomasia, in balia delle onde del mare in tempesta, inghiottite dai flutti minacciosi. Infine, la similitudine che risiede nella citazione di Géricault: allora come oggi, la zattera diventa simbolo di speranza e di sopravvivenza davanti al dramma che si sta consumando.

Oltre che cantautore, sei anche autore e compositore di brani per altri artisti e produttore discografico. Come si conciliano queste figure?
In effetti, non sono compartimenti stagni, in quanto da anni mi occupo dei giovani artisti portandoli sul palco, sia per “Cuore di Vinile” (format teatrale che va avanti dal 2014, nel Teatro del Navile), che per le rassegne e festival come “Bologna, una città per cantare”. Quindi il passo successivo era garantire a questi giovani meritevoli una produzione discografica, ed è per questo che, grazie al produttore discografico Raffaele Montanari, si è creata l’etichetta PlaytuneRecords, dove sono stati prodotti molti giovani negli ultimi 3 anni, fra i quali i vincitori di festival e rassegne regionali. Stare con i giovani mi appassiona e mi fa tornare indietro in quegli anni dove era impossibile trovare un palco e si rimaneva a fare musica in cantina sognandolo. Capitava molto raramente di esibirsi nelle feste di paese, nelle sagre o al massimo ti veniva chiesto di fare intrattenitore piano bar o matrimoni.

Che progetti hai per il futuro?
Continuare a scrivere per me e per gli altri, continuare un lavoro di scouting sui giovani cantautori e cantautrici, non smettere di cercare spazi e farsi spazio in questo mondo di radio, TV, teatri, piazze che di spazi, purtroppo, ne offre pochissimi ai giovani cantautori emergenti.

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